Beschreibung
An eine Exzellenz: „Dal Signore Amadori ricevo una stim:ma sua, dalla quale rilevo essere Vostra Eccellenza impegnato per il Signore Petti Tenore aciò venghi a cantare in questo Real Teatro doppo di me. Sopra di ciò le dico, che se dipendesse da me, e dall‘ Impresario, ci si potrebbe riuscire, ma sicome la scelta delle tre prime parti dipende intieramente dal Rè, onde si crede che scieglierà il Cortoni, tanto più che il medemo era già apocato avanti di me, ed ebbe l’esclusiva. Questo Signor Petti non e molto conosciuto, e non ha cantato mai ne maggiori Teatri, il medemo ancora con lettera mi si racomanda, ed io non hò mancato dare le informazioni favorevoli che è quanto posso, e vorrei potere di più, che certamente maggiormente m’impegnerei essendomi racomandato da V. E. a cui professo infinite obligazioni. Mi favorisca fare li miei complimenti alla Signora Contessa Maria, al degnissime Fratello Monsignore, ed a tutti di sua stim:ma casa, e mi dia il vantaggio di umilmente rassegnarmi con tutti il rispetto […]“ – Die erwähnten Personen sind der Sänger und Gesangslehrer Giovanni Amadori Tedeschi (1715-1786), der Tenor Giuliano Petti aus Perugia und der Sänger Arcangelo Cortoni (ca. 1730-nach 1777). Der Brief besagt, dass der Adressat Petti als Nachfolger Tibaldis favorisiere, obwohl dieser noch wenig bekannt sei. Tibaldi und sein Kreis würden hingegen Cortoni bevorzugen, der bereits vorgesungen habe. – „Den Höhepunkt in Tibaldis Theaterlaufbahn bildete seine Interpretation der Rolle des Admet in der Urauff. von Glucks Alceste am 26. Dez. 1767 in Wien. Gründliche mus. Ausbildung und lange Theatererfahrung machten ihn zu einem wertvollen Mitw. in Gluck-Opern, so daß auch Calzabigi sich für die Wiederauff. der Alceste in Bologna im Jahre 1778 hauptsächlich auf Tibaldi stützte.“ (MGG XIII, 384).







